Il mercato dell’auto usata in Italia, nel 2026, sta vivendo una fase di transizione interessante.
Dopo anni di crescita post-pandemica, i primi mesi dell’anno hanno mostrato segnali contrastanti: una partenza in flessione, una primavera in lieve ripresa, e una struttura di fondo che continua a confermare il peso dell’usato come pilastro della mobilità italiana.
Per ogni 100 auto nuove immatricolate, secondo i dati ACI relativi al primo quadrimestre, ne vengono vendute 180 di seconda mano: un rapporto che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto sia centrale questo comparto.
I numeri del 2026: cosa dicono i dati
Il 2026 si è aperto con un gennaio in calo del 6,7% rispetto al 2025, il dato peggiore degli ultimi 40 mesi secondo l’analisi UNRAE, per poi mostrare segnali di ripresa nei mesi successivi. A marzo i passaggi di proprietà sono cresciuti del 5,6%, superando quota 302mila trasferimenti, mentre ad aprile si è registrata una nuova lieve contrazione (-1,5%). Il bilancio del primo quadrimestre rimane in territorio leggermente negativo (-0,7% sui passaggi di proprietà delle autovetture), ma il quadro complessivo è quello di un mercato in assestamento, non in crisi.
Il valore del comparto, peraltro, resta enorme: l’Osservatorio Findomestic stima il mercato dell’usato in circa 24,4 miliardi di euro, contro i 16,5 miliardi del nuovo. È un dato che chiarisce, una volta di più, quale sia il vero motore economico del settore automotive in Italia.
Cosa cambia nei segmenti e nelle alimentazioni
Sul fronte delle alimentazioni, benzina e diesel continuano a dominare il mercato dell’usato con una quota aggregata vicina all’80%. Ma il dato più interessante riguarda la crescita delle motorizzazioni elettrificate: le ibride a benzina hanno raggiunto a marzo l’11,5% dei passaggi di proprietà, con un incremento annuo del 38,4%. Le elettriche pure restano su volumi contenuti (1,4% del mercato dell’usato), ma anch’esse mostrano una crescita a doppia cifra (+39,8% su base annua).
Un altro fenomeno strutturale è l’invecchiamento del parco usato: le auto con anzianità tra i 20 e i 29 anni rappresentano ormai il 16,8% dei passaggi di proprietà, in crescita rispetto al 14,9% del 2025. Le vetture con oltre 30 anni incidono per il 3%. È un dato che racconta, da un lato, la difficoltà di sostituzione del parco circolante, dall’altro l’interesse crescente per le auto di valore storico o per veicoli economici da utilizzo quotidiano.
Cosa cercano gli acquirenti?
Dal punto di vista della domanda, gli acquirenti dell’usato mostrano una preferenza per vetture con anzianità tra 4 e 8 anni, la fascia che offre il miglior equilibrio tra prezzo d’acquisto e costi di manutenzione futuri. Tengono particolarmente bene i SUV compatti e i crossover, mentre Fiat rimane saldamente il brand più cercato, seguito dal premium tedesco (Audi, BMW, Mercedes) che insieme vale circa un quarto del mercato.
In questo scenario, il ruolo dei rivenditori strutturati diventa sempre più rilevante: la complessità del mercato, tra elettrificazione, normative, finanziamenti, gestione della pratica burocratica, premia chi offre un servizio completo. Realtà come Autovip a Bologna, rivenditore usato multibrand attivo dal 1989, rappresentano un punto di riferimento per chi cerca un’auto usata in un’ottica di lungo periodo, con la sicurezza di una storia documentata, un passaggio di proprietà gestito e un post-vendita strutturato.
Per il secondo semestre del 2026, gli operatori si aspettano un incremento dell’offerta di usato giovane in arrivo dai rientri dei contratti di noleggio a lungo termine. Un fattore che, se accompagnato da prodotti finanziari flessibili, potrebbe dare nuovo impulso al comparto.


